Quando non si può sfrattare l'inquilino?

Se l'inquilino dimostra di avere un motivo valido per non aver rispettato il contratto (ad esempio, gravi vizi strutturali dell'immobile, condizioni di insalubrità o mancata esecuzione di riparazioni essenziali da parte del proprietario), il giudice può sospendere temporaneamente lo sfratto.

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Quando un proprietario non può sfrattare?

Contratto non registrato: se il contratto di locazione non è registrato presso l'Agenzia delle Entrate, il proprietario non può avviare lo sfratto, poiché il contratto non è legalmente valido. Opposizione dell'inquilino: l'inquilino può opporsi allo sfratto, rallentando la procedura.

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Quando non si può mandare via l'inquilino?

Lo sfratto non può essere eseguito quando l'inquilino è senza contratto. Nel caso che vi sia un affitto in nero, non è possibile procedere con lo sfratto. Il proprietario dell'abitazione non può richiedere il pagamento dei canoni arretrati e l'inquilino può rivendicare la restituzione delle somme pagate.

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Quali sono i motivi per cacciare un inquilino?

Le cause per cui il locatore può sfrattare l'inquilino sono essenzialmente due: la scadenza del contratto e la morosità. Ma, pur senza poter ricorrere alla più celere procedura di sfratto, il locatore può comunque mandare via l'inquilino quando questi non rispetta il contratto di affitto o il regolamento condominiale.

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Quando il locatore può mandare via il conduttore?

In linea generale, il locatore può decidere di disdire il contratto in anticipo seguendo queste procedure: Preavviso: Il locatore deve dare un preavviso scritto all'inquilino di almeno 6 mesi rispetto alla prima scadenza naturale del contratto.

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Sfratto per finita locazione quando l'inquilino non vuole andarsene

Quando il proprietario può cacciare l'inquilino?

La legge n. 392 del 1978 stabilisce che il mancato pagamento di una mensilità per almeno 20 giorni è motivo sufficiente per avviare una procedura di sfratto. Dal 21° giorno dalla scadenza del pagamento, il proprietario ha il diritto legale di procedere con le azioni necessarie.

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Quali sono i motivi gravi per disdire un contratto di locazione?

Quali sono i gravi motivi di recesso anticipato dell'inquilino
  • Doversi trasferire per lavoro in un luogo troppo distante.
  • Doversi trasferire in un'altra città per motivi familiari o di lavoro.
  • Improvviso licenziamento dal posto di lavoro.
  • Crescita del nucleo familiare.

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Quali sono i motivi per lo sfratto immediato?

Lo sfratto è un atto giuridico attraverso il quale il proprietario di casa intima all'inquilino di riconsegnargli l'immobile. Le motivazioni principali che possono condurre a questa procedura sono la morosità e la finita locazione, a cui si aggiungono anche la necessità e le inadempienze contrattuali.

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Quando spetta la buonuscita all'inquilino?

Prima della scadenza del contratto di locazione, infatti, il locatore e o un terzo può versare una somma di denaro all'inquilino. Tale somma, che prende il nome di “buonuscita”, viene versata affinché il locatario liberi l'immobile prima della scadenza del contratto di locazione.

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Come togliere un inquilino dal contratto di affitto?

Il conduttore “uscente” dovrà inviare una lettera di recesso col dovuto preavviso (6 mesi indicando i gravi motivi, di norma) o risolvere consensualmente il suo rapporto col locatore. In mancanza non potrà ritenersi libero dalle obbligazioni contrattuali.

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Quando non posso sfrattare un inquilino?

Se l'inquilino dimostra di avere un motivo valido per non aver rispettato il contratto (ad esempio, gravi vizi strutturali dell'immobile, condizioni di insalubrità o mancata esecuzione di riparazioni essenziali da parte del proprietario), il giudice può sospendere temporaneamente lo sfratto.

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Quando il locatore può disdire il contratto di locazione?

Il locatore, inoltre, può dare disdetta anticipata dell'affitto se si è riservato, ai sensi dell'art. 1612 c.c., la facoltà di recedere dal contratto per abitare egli stesso nell'immobile locato, o per destinarlo ad abitazione del proprio coniuge o, ancora, per i propri genitori, figli o parenti entro il secondo grado.

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Chi paga la muffa in affitto?

Danni da muffa dovuti a difetti di costruzione: chi risponde di cosa? Laddove l'infestazione da muffa sia inequivocabilmente imputabile a un difetto di costruzione, il locatore è chiamato a farsi carico dei danni insorti.

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Come buttare fuori un inquilino?

Se l'inquilino non lascia l'immobile alla scadenza del contratto, il locatore può presentare una richiesta di sfratto al tribunale competente. Questa richiesta deve essere supportata dalla prova che il contratto è scaduto e che l'inquilino è stato informato della necessità di lasciare l'immobile.

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Quando ci si può rifiutare di pagare l'affitto?

Non pagare l'affitto: cosa dice la legge nel caso in cui l'appartamento sia inservibile. Nel caso in cui le condizioni dell'appartamento siano estremamente malmesse, ovvero in cui l'appartamento si trovi in cattivo stato, è possibile sospendere il canone di locazione.

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Quando lo sfratto può essere eseguito?

Lo sfratto per termine di locazione può essere richiesto dal proprietario immobiliare qualora il conduttore non abbandoni l'immobile oggetto del contratto di locazione nonostante quest'ultimo sia giunto ad effettiva scadenza.

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Cosa succede dopo 20 anni di affitto?

Con il decorso di venti anni di possesso ininterrotto su tale bene, Tizio sarà di diritto proprietario del suddetto bene immobile. Il suo diritto potrà essere fatto valere anche nei riguardi di chi fosse proprietario prima che decorressero i venti anni necessari alla maturazione dell'usucapione.

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Quando si ha diritto alle 18 mensilità?

34 della legge 392/'78 prevede che se è il locatore a disdettare il contratto di locazione di un immobile a destinazione commerciale, il conduttore ha il diritto ad un'indennità (detta di buona uscita) pari a 18 mensilità dell'ultimo canone corrisposto, oppure a 21 mensilità per le attività alberghiere.

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Come resistere ad uno sfratto?

Per opporsi è sufficiente recarsi in tribunale il giorno dell'udienza, che deve essere indicato nell'atto giudiziario notificato. Le conseguenze possono essere le seguenti: se le eccezioni proposte non sono fondate e comprovate da prove scritte, il giudice pronuncia un'ordinanza non impugnabile di rilascio.

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Quanto tempo ci vuole per sfrattare un inquilino?

In generale la data dell'esecuzione, quando si agisce in presenza di morosità, viene fissata entro 60 - 90 giorni. Dopo di che, se l'inquilino non rilascia spontaneamente l'immobile, occorre rivolgersi, per il tramite del proprio legale, agli ufficiali giudiziari.

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Come allungare i tempi per lo sfratto?

Nel caso di sfratto per finita locazione nei capoluoghi di provincia è possibile per l'inquilino presentare istanza al Giudice per la concessione di una proroga che normalmente non può superare i sei mesi, ma, in alcuni casi specifici di bisogno sociale, può arrivare a 18 mesi.

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Quali sono i gravi motivi per rescindere un contratto di locazione?

I gravi motivi idonei a giustificare il recesso anticipato devono consistere in eventi:
  • Estranei alla volontà del conduttore.
  • Imprevedibili al momento della stipula del contratto.
  • Sopravvenuti nel corso del rapporto locativo.

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Quali sono i motivi per sfrattare un inquilino?

  • Morosità: omesso pagamento di canone di locazione. ...
  • Morosità: omesso pagamento delle spese di condominio. ...
  • Violazione del regolamento di condominio. ...
  • Sfratto dell'inquilino molesto, rumoroso o irrispettoso. ...
  • Mancato utilizzo dell'immobile. ...
  • Sfratto per ristrutturazione. ...
  • Sfratto per andare ad abitare nell'immobile.

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Quando un proprietario può disdire il contratto di affitto?

Anche il locatore è tenuto a comunicare al conduttore l'intenzione di recedere dal contratto con un preavviso di sei mesi. Il proprietario (locatore) può recedere dal contratto alla prima scadenza (4 anni nel contratto libero e 3 anni nel contratto a canone concordato) solo in presenza di giustificato motivo.

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