I rimborsi spese per trasferta sono tassati?
Quindi le spese di vitto, di alloggio, di viaggio (anche sotto forma di indennità chilometrica), di trasporto sono tutte rimborsate dal datore di lavoro a piè di lista e non concorrono a formare il reddito imponibile del dipendente, qualsiasi sia l'ammontare del rimborso spese.
Quali sono i rimborsi tassati per le spese per trasferta?
I rimborsi pagati dall'azienda ai dipendenti o ai collaboratori che abbiano effettuato una trasferta sono considerati spese aziendali e sono quindi fiscalmente deducibili. Ciò vuol dire che non dovrai pagare tasse su queste somme.
Come viene tassata l'indennità di trasferta?
L'indennità di trasferta fuori comune non rappresenta reddito imponibile ed è esente dall'IRPEF entro 46,48 euro giornalieri per trasferte nazionali e 77,46 euro per trasferte estere. La cifra eccedente oltre il limite verrà tassata.
Le spese di trasferta sono imponibili?
Trasferte nel territorio comunale (all'interno del Comune dove si trova la sede di lavoro): Le indennità o i rimborsi di spese sostenute nel territorio comunale sono integralmente imponibili per il dipendente, tranne i rimborsi di trasporto, se comprovati con documenti (es. ricevute del taxi).
Come funziona il rimborso spese per trasferta?
I lavoratori per cui è prevista un'indennità giornaliera ricevono una somma prestabilita (a forfait) per ogni giorno di trasferta. L'indennità a forfait è esente da imposte o contributi se inferiore alle seguenti soglie: € 46,68 per trasferte in Italia; € 77,46 per trasferte all'estero.
RIMBORSO SPESE e indennità di trasferta: come funzionano?
Cosa include il rimborso spese per la trasferta?
Il lavoratore ha diritto al rimborso delle spese che sostiene durante la trasferta. Le più comuni riguardano il vitto, l'alloggio e il trasporto. Quest'ultima categoria include diversi costi, tra cui: il rimborso chilometrico (se il dipendente utilizza i propri mezzi privati per spostarsi)
Come fatturare i rimborsi spese?
In fattura, il rimborso spese va quindi giustificato come anticipazione quando la spesa è documentata ed intestata al cliente direttamente. Ovviamente, è sempre bene accordarsi in anticipo per questo tipo di operazione e la fattura relativa va sempre allegata e mostrata al cliente.
Quando il rimborso spese non fa reddito?
Le principali novità del 2025 legate al tema sono: Esclusione dei rimborsi spesa dal reddito imponibile: a partire dal 1° gennaio 2025, i rimborsi spesa sostenuti dal professionista e anticipati per conto del cliente non concorrono più alla formazione del reddito imponibile.
Quali sono le novità per le spese di trasferta nel 2025?
192/2024 riguarda l'obbligo di tracciabilità per i pagamenti relativi alle spese di trasferta. Dal 1° gennaio 2025, i rimborsi per vitto, alloggio, viaggio e trasporto – inclusi taxi e NCC – saranno esenti da tassazione solo se effettuati tramite strumenti tracciabili, ovvero: Carte di credito, debito o prepagate.
Quando la trasferta è esente?
I costi per vitto e alloggio seguono limiti di esenzione giornaliera (180 euro per trasferte in Italia, 258 euro per trasferte all'estero), oltre i quali diventano imponibili. È obbligatorio che il rimborso avvenga tramite strumenti di pagamento tracciabili a partire dal 2025.
Qual è il trattamento fiscale per le spese di trasferta?
Sulla base di quanto indicato dall'art. 51 Tuir, le indennità percepite per trasferte o missioni fuori dal territorio comunale saranno escluse dall'imponibile fiscale del dipendente/collaboratore qualora non superino l'importo giornaliero pari a Euro 46,48, elevato a Euro 77,47 per le trasferte effettuate all'estero.
Quali sono le indennità non soggette a tassazione?
L'indennità riconosciuta dal giudice del lavoro per l'indebita reiterazione di contratti di lavoro a tempo determinato ha natura risarcitoria e, pertanto, non è soggetto a imposizione.
Qual è la differenza tra l'indennità di trasferta e il rimborso spese?
In sintesi, mentre la diaria è un rimborso forfettario delle spese sostenute durante una trasferta, l'indennità di trasferta è un compenso aggiuntivo per il dipendente durante le trasferte che va oltre al rimborso analitico.
Come viene tassata l'indennita di trasferta?
L'art. 51 del Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR) stabilisce che l'indennità di trasferta sia esente da imposte e contributi, a condizione che non superi determinate soglie.
L'indennità di trasferta di 15,49 euro è soggetta a tassazione?
Rimborso analitico
È, inoltre, escluso da imposizione l'erogazione di un importo di € 15,49 al giorno, elevato a € 25,82 per le trasferte all'estero, a copertura di ulteriori spese che non siano state documentate. Tale erogazione compensa il disagio del lavoratore subito a causa della permanenza fuori sede.
Quali sono i contributi INPS per una trasferta in Italia?
INDENNITÀ TRASFERTA ALL'ESTERO E IN ITALIA: DIFFERENZE
Se il dipendente si muove in Italia o all'estero con un'indennità di tipo forfettario non viene applicato nessun contributo INPS o Irpef fino a: 46,68€ al giorno per una trasferta in Italia; 77,46€ al giorno per una trasferta all'estero.
Quali sono le novità fiscali per il rimborso spese per i lavoratori autonomi nel 2025?
Dal 2025, l'articolo 54 del TUIR (Determinazione del reddito di lavoro autonomo), recentemente riformulato, prevede invece che le somme percepite dal lavoratore autonomo a titolo di rimborso spese per l'esecuzione di un incarico, addebitate analiticamente al committente, non concorrono più alla formazione del reddito.
Quali sono gli importi esenti per le trasferte in busta paga?
Esso è: – esente fino a € 46,48 giornaliere, per trasferte effettuate all'interno del territorio nazionale; – esente fino a € 77,46 giornaliere, per le trasferte all'estero. Gli importi giornalieri eccedenti tali limiti sono interamente soggetti ad imposizione fiscale e contributiva.
Come viene considerata la trasferta?
La trasferta consiste in uno spostamento provvisorio del lavoratore dalla normale sede di lavoro ad altro luogo di lavoro. La trasferta differisce dal trasferimento per la temporaneità dello spostamento, legato ad un'esigenza del datore di lavoro circoscritta nel tempo.
Come viene tassato il rimborso spese per trasferta?
Il rimborso misto (così come l'analitico e il forfettario) concorre a formare il reddito del lavoratore nel caso di trasferte nel territorio del proprio comune, e va quindi interamente tassato in busta paga. Ciò non è valido per le eventuali spese di viaggio e trasporto, ma solo se opportunamente documentate.
I rimborsi spese vanno dichiarati nel modello 730?
I rimborsi riferiti a spese sostenute in anni di imposta precedenti sono riportati nel rigo D7 del modello 730 o nel rigo RM8 del modello Redditi, tra i redditi da assoggettare a tassazione separata.
Quali sono i limiti per le spese di trasferta?
trasferte extracomunali in Italia: fino a euro 180,76 al giorno; trasferte all'estero: fino a euro 258,23 al giorno; trasferte comunali: 75% del loro ammontare della spesa.
Che cos'è la trasferta forfettaria e come funziona?
Qualunque sia la durata della trasferta, al lavoratore viene sempre riconosciuta un'indennità forfettaria fino ad 46,48€ al giorno, se la trasferta viene effettuata in Italia, che la mansione sia durata qualche ore o un'intera giornata. L'azienda può scegliere se applicare i limiti esatti o applicare limiti più bassi.
Quali sono le spese non imponibili per i rimborsi spese?
non concorrono alla formazione del reddito imponibile i rimborsi percepiti per tutte le spese sostenute dal professionista nell'esecuzione di un incarico, purché queste siano addebitate in modo analitico al committente (ossia si tratta delle spese sostenute in nome proprio e per conto del cliente).
Quali sono le spese di trasferta sostenute direttamente dal committente?
Dunque, a partire dal 1° gennaio 2017, le spese di viaggio e trasporto (aereo, treno, traghetto, bus, metro, pullman) delle quali il committente si è direttamente fatto carico, non devono essere inserite nella parcella dal professionista e poi scalate dal totale in quanto già pagate dal committente.
