Come usavano l'urina i Romani?

Un vespasiano romano: le toilette prendono il nome dall'imperatore Vespasiano, che per primo ebbe l'idea di tassare la raccolta delle urine per uso "industriale". Urine e feci? Al tempo dei romani andavano a ruba: adoperate per la pulizia, la conciatura delle pelli, come concime e persino come cura per alcune malattie.

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Cosa facevano i romani con l'urina?

Nella fullonica vi erano varie vasche intercomunicanti e pigiatoi per la spremitura dei panni. Per il lavaggio era spesso usata l'urina che veniva raccolta in dolii interrati, grandi recipienti in terracotta, che fungevano da orinatoi pubblici.

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I romani si lavavano i denti con l'urina?

Gli Antichi Romani usavano un colluttorio davvero «curioso», l'urina, che per via dell'ammoniaca possedeva un forte potere sbiancante. Verso il 1300 si usò l'acquaforte, una soluzione di acido nitrico molto abrasiva, che sbiancava i denti ma ne corrodeva lo smalto, aprendo la via alle carie.

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Come facevano i bisogni i Romani?

Al centro della latrina c'era una canaletta con acqua pulita in cui si poteva intingere una spugna montata su un bastoncino: finita l'abluzione, la spugna era gettata in un apposito recipiente dove veniva recuperata dai servi, lavata e preparata per essere riutilizzata.

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Come facevano i bisogni gli antichi romani?

Per i Romani l'espletare i propri bisogni fisiologici non necessitava di privacy. Anzi, le latrine diventavano spesso un luogo d'incontro dove venivano addirittura stipulati patti strategici e si combinavano affari.

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Ecco perché i Romani si lavavano i denti con la pipì Vectigal urinae di Vespasiano| pecunia non olet

Cosa si usava al posto della carta igienica in passato?

Nell'antica Roma, per esempio, probabilmente si usava il tersorium (noto anche come xilospongio), un bastone con una spugna collocata all'estremità (ma alcuni studiosi ritengono che il tersorium servisse per altri usi). Altri popoli del passato usavano foglie, stoffe e tessuti.

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Cosa usavano i Romani come carta igienica?

Non era ancora stata inventata la carta igienica, ma gli antichi romani sapevano come pulirsi alla toilette. Secondo diversi studiosi, al posto della carta, nei gabinetti dell'antica Roma, si utilizzava un particolare utensile igienico chiamato tersorium. Spugna e muschio.

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Come si cagava nel Medioevo?

Naturalmente non esistevano le toilette come le intendiamo oggi, ma ci si faceva il bagno in grosse tinozze riempite di acqua calda e petali di rose, dotate di uno sgabello e persino di una tavola, in modo che si potesse rimanere in ammollo mentre si lavorava o si faceva colazione.

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Come si facevano il bidet gli antichi romani?

Le pareti erano dipinte per quel gusto tutto romano di abbellire qualsiasi ambiente, fosse un mercato, un'horrea o una latrina. Davanti ai sedili poi, correva una canaletta nella quale scivolava acqua pulita, per lavarsi come si fa in un bidet.

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Quante volte si lavavano i Romani?

I Romani dei tempi arcaici solevano lavarsi tutte le mattine le braccia e le gambe e, ogni nove giorni, in occasione del giorno di mercato, il resto del corpo.

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La pipì è disinfettante?

La Verità sulla Disinfezione Domestica e sulla candeggina

Parliamoci chiaro: così come la pipì del vecchino certamente non disinfettava (e fortunatamente non è mai stata una pratica comune!), anche l'uso della candeggina per le pulizie quotidiane è un'abitudine che merita di essere riconsiderata.

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Quando è iniziato l'uomo a lavarsi i denti?

La storia dello spazzolamento dei denti inizia nell'antico Egitto, circa 5.000 anni fa. I primi ad aver avuto l'idea di masticare i rami dell'albero di arak per pulire i denti.

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Come si lavavano le donne romane?

Per la toilette si usavano la spugna (spongia) e alcuni detergenti come lo struthium, un estratto della radice della saponaria, o la cresta fullonica, la soda o aphronitum, la lascivia o cenere di faggio, la farina di fave, il lomentum o direttamente la pietra pomice (pumex), detergenti che però erano fortemente ...

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La pipì fa bene alla pelle?

8 - La pipì fa bene alla pelle

Infatti una versione sintetica dell'urea (che è un componente dell'urina) viene spesso utilizzata nelle creme idratanti perché ammorbidisce la pelle e, in dosi più elevate, può essere utilizzata come esfoliante.

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L'urina fa bene alle piante?

L'uso di urina umana fa bene all'agricoltura, perché ha più nutrienti. Anche i nostri esperimenti nelle università hanno dimostrato la stessa cosa“, ha concluso il ministro.

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Come andavano in bagno i Romani?

I bagni pubblici nell'antica Roma, conosciuti come "latrine", erano spesso grandi stanze con panche in pietra o marmo, cioè materiali facilmente pulibili, perforate con fori rotondi per la seduta.

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Come si puliva il sedere nel Medioevo?

medioevo invece. le persone erano solite lavarsi. o quantomeno sciacquarsi il sedere. ovviamente non tutti potevano farlo. e anche lì veniva utilizzata una specie di spugna.

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Come si faceva nel passato senza carta igienica?

Come carta igienica veniva utilizzata una spugna naturale, che - come si può intuire - era usa e getta.

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Quante volte si è lavato Luigi XIV?

Ecco dunque spiegato perché, per esempio, Luigi XIV, detto il re Sole, durante i suoi 72 anni di regno (dal 1643, quando aveva meno di cinque anni, fino alla morte nel 1715), fece soltanto due bagni.

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Quanto puzzavano nel Medioevo?

La gente puzzava di sudore e di vestiti non lavati, dalle bocche veniva un puzzo di denti guasti, dagli stomaci un puzzo di cipolla e dai corpi, quando non erano più tanto giovani, veniva un puzzo di formaggio vecchio e latte acido e malattie tumorali.

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Dove facevano i bisogni gli egizi?

Nonostante l'assenza di stanze da bagno nella maggior parte delle case del popolo, gli egizi avevano una grande cura dell'igiene personale e della cura del corpo e della bellezza. Essi usavano fare il bagno almeno una volta al giorno, nel Nilo o negli stagni, ma anche più volte al giorno se lo ritenevano necessario.

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Come cagavano i Romani?

Dato che solo le domus patrizie avevano latrine private, a chi scappava restavano tre alternative: gettare gli scarti solidi del secchio domestico nei lasana, i tini per feci da lasciare sotto casa; usare i vespasiani, ovvero orinatoi su strada; rovesciare la pipì negli orci, i dolia.

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Cosa usavano gli antichi romani per pulirsi il sedere?

Gli antichi Romani utilizzavano invece un utensile chiamato tersorium (in greco: xylospongium), costituito da una spugna, imbevuta di aceto o di acqua, infilzata su un bastoncino.

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Cosa facevano i Romani con le urine?

Un vespasiano romano: le toilette prendono il nome dall'imperatore Vespasiano, che per primo ebbe l'idea di tassare la raccolta delle urine per uso "industriale". Urine e feci? Al tempo dei romani andavano a ruba: adoperate per la pulizia, la conciatura delle pelli, come concime e persino come cura per alcune malattie.

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Come si puliva il sedere prima della carta igienica?

L'uomo primitivo si puliva nei ruscelli o con le foglie, gli egizi utilizzavano sabbia intrisa di oli profumati, i vichinghi preferivano gli scarti di lana di pecora, mentre arabi e indiani usavano la mano sinistra (tanto che ancora oggi è un insulto toccare un indiano con questa mano, considerata “impura”).

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