Quanto tempo si può stare in una casa rifugio?

TEMPI: Il periodo di ospitalità nella Casa rifugio è di sei mesi, eventualmente prorogabili in situazioni particolari da concordare con la donna e gli eventuali Servizi coinvolti.

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Come funziona la casa rifugio?

Le Case Rifugio sono luoghi di protezione, con indirizzi segreti, dove le donne vengono ospitate e possono stare al sicuro, insieme ad altre donne e agli eventuali figli minori. Le madri possono infatti allontanarsi dal padre/compagno violento portando con sé i bambini senza necessariamente dover sporgere denuncia.

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Come funzionano le case protette per donne maltrattate?

Le case rifugio offrono protezione alle donne maggiorenni con o senza figli/e, italiane e straniere, che subiscono violenza accogliendole presso strutture ad indirizzo segreto. L'ospitalità va dai 6 agli 8 mesi.

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Chi finanzia le case rifugio?

Le 1.997 lavoratrici impegnate nelle Case sono volontarie in circa la metà dei casi, in misura minore al Sud e nelle Isole. L'85,1% delle Case riceve finanziamenti pubblici, il 2,7% fa un uso esclusivo di fondi privati e l'11,3% delle Case Rifugio provvede autonomamente al proprio sostentamento.

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Chi lavora nelle case rifugio?

Nelle Case rifugio lavorano operatrici esperte e un'educatrice per i/le bambini/e che offrono loro sostegno emotivo e pratico specializzato in un delicato momento di cambiamento. Il servizio garantisce la privacy e la tutela della riservatezza alle donne sia nella fase di intervento diretto che a percorso concluso.

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Come si vive in una casa rifugio. Testimonianze dirette

Quante sono le case rifugio in Italia?

In alcuni, addirittura, perché tornano dal maltrattante. VITA ha commentato i dati con Mariangela Zanni, consigliera nazionale di Donne in Rete contro la violenza (D.i.Re), l'associazione a cui aderiscono 87 organizzazioni tutte al femminile che gestiscono 106 Centri antiviolenza e 62 Case rifugio in tutta Italia.

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Quanto si guadagna a lavorare in un rifugio?

Quanti soldi posso guadagnare come Gestione rifugi all'ora in Italia? In media, questi specialisti in Italia guadagnano circa 19,19 € all'ora. Tuttavia, questo numero varia a seconda dell'esperienza e delle competenze specifiche della Gestione rifugi.

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Chi paga per i centri antiviolenza?

gratuità: i servizi offerti dai centri Antiviolenza sono generalmente gratuiti, con una compartecipazione alle spese nelle Case Rifugio in base alle proprie entrate.

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Come ottenere il reddito di libertà?

La domanda per il Reddito di Libertà può essere presentata dalle donne interessate, direttamente o mediante un rappresentante legale o un delegato, per il tramite del Comune competente per residenza, utilizzando questo modello (Pdf 241 Kb).

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Come funzionano i centri antiviolenza?

I Centri Anti Violenza (CAV) forniscono informazioni e supporto alle donne che vogliono superare qualsiasi tipo di violenza di genere: psicologica, fisica, economica, domestica, intra ed extrafamiliare. Sono collegati al 1522 (www.1522.eu) e garantiscono il servizio telefonico h 24.

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Chi viene accolto nelle case protette?

Persone con un grado di disabilità pari o superiore al 33% che siano in possesso di un Certificato di disabilità che lo accrediti. Disabili tra i 18 e i 50 anni (sebbene i limiti di età possano essere variabili in base alla regione) Persone con un alto livello di autonomia personale.

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Cosa fa il Telefono Rosa?

Il Telefono Rosa gestisce sei Centri antiviolenza a Roma e nel Lazio, offrendo consulenza e supporto a donne, italiane e straniere, sole o con eventuali figli e figlie minori, vittime di violenza, di maltrattamenti fisici e psicologici, stalking, stupri e abusi sessuali intra o extra familiari.

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Cos'è il codice rosso e cosa prevede?

Atti persecutori, maltrattamenti, violenza sessuale, revenge porn. Sono fenomeni frequenti e spesso molto gravi, per i quali la normativa introdotta dal “Codice Rosso” consente di adottare più celermente i provvedimenti di protezione.

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Quanto dura la gestione di un rifugio?

Rifugi CAI.

Se si viene scelti dopo la firma del contratto, si comincia subito. Non esistono periodi di prova. Il contratto tra CAI e gestore dura sei anni, rinnovabile per altri sei.

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Quanto costa l'affitto di un rifugio?

Se decidete di prendere in affitto un rifugio privato sappiate che il canone annuo oscilla dai 6000 euro, per un rifugio piccolo con pochi posti letto e con scarsa affluenza, a 50000 euro per quelli più grandi e con molte visite.

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Come funziona il conto rifugio?

L'apertura e la gestione sono completamente online, nessun documento cartaceo da firmare, ricarica del conto tramite bonifici online, oltre a quelli liberi la durata dell'investimento va dai 6 ai 60 mesi, rendimento sicuro e crescente nel tempo.

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Quanto costa dormire in un rifugio?

Quanto costa dormire in rifugio una notte? Ogni struttura ha il suo tariffario che puoi solitamente consultare anche sul sito del rifugio. Mediamente dormire in rifugio una notte con mezza pensione (cena e colazione) costa dai € 50 agli € 80.

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Chi gestisce il rifugio?

La gestione di un rifugio viene affidata direttamente dal CAI, club Alpino Italiano, di zona.

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Cosa si fa in un rifugio?

Partiamo dal significato di rifugio, che come suggerisce il nome è un luogo in cui ripararsi in caso di maltempo, in cui riposarsi dopo le fatiche della salita oppure semplicemente un punto di partenza per accedere alle vie che portano alle cime circostanti. Sinonimo di rifugio infatti è la parola riparo.

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Come si entra in una casa rifugio?

L'accesso al rifugio può avvenire tramite una segnalazione diretta, se proviene dalle vittime di violenza, indiretta, se viene trasmessa, ad esempio, dalle forze dell'ordine o dalla rete regionale servizi sanitari e sociali con cui le strutture operano in maniera integrata, così come con i centri antiviolenza, i quali ...

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Quante sono le case in Italia?

La base dati delle abitazioni locate è costituita complessivamente da 3,6 milioni di unità immobiliari residenziali (Tabella 5.1), di cui circa 3,2 milioni (87% del totale) sono locate da persone fisiche e quasi 500 mila locate da soggetti diversi da persone fisiche (13% del totale).

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Chi paga i centri antiviolenza?

Le strutture ricevono principalmente fondi dallo Stato (ovvero dal dipartimento per le Pari opportunità che li gira alle regioni), dalle stesse regioni e dai comuni, oppure grazie alla partecipazione a bandi europei e privati.

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Che cos'è il protocollo Zeus?

L' obiettivo principale è quello di intercettare precocemente i comportamenti che potrebbero sfociare in violenza di genere, quando non configurano ancora un reato, e agire in modo tempestivo per scongiurare l'escalation della violenza e tutelare le donne potenziali vittime”.

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Come si fa a lavorare nei centri antiviolenza?

La formazione di 120 complessive prevede 60 ore di teoria e 60 ore esperienziali da svolgersi presso i Centri Antiviolenza CHIAMA chiAMA di MondoDonna e UDI Bologna. Al termine del corso sarà rilasciato un attestato di frequenza che permette di lavorare presso i Cav e le Case rifugio del territorio nazionale.

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