Quali sono i limiti per le trasferte in Italia?
Esso è: – esente fino a € 46,48 giornaliere, per trasferte effettuate all'interno del territorio nazionale; – esente fino a € 77,46 giornaliere, per le trasferte all'estero. Gli importi giornalieri eccedenti tali limiti sono interamente soggetti ad imposizione fiscale e contributiva.
Quali sono i limiti delle trasferte di lavoro?
Rimborso analitico per spese di vitto e alloggio: Deducibile entro il limite di € 180,74 al giorno per le trasferte in Italia e di € 258,22 al giorno per quelle all'estero.
Qual è il limite di rimborso spese per trasferte?
fino a euro 180,76 (al giorno) per trasferte extracomunali in Italia; fino a euro 258,23 (al giorno) per trasferte all'estero; nella misura del 75% del loro ammontare per trasferte comunali.
Qual è l'importo massimo dell'indennità di trasferta in Italia?
I lavoratori per cui è prevista un'indennità giornaliera ricevono una somma prestabilita (a forfait) per ogni giorno di trasferta. L'indennità a forfait è esente da imposte o contributi se inferiore alle seguenti soglie: € 46,68 per trasferte in Italia; € 77,46 per trasferte all'estero.
Qual è il limite di esenzione per l'indennità di trasferta?
Se il datore di lavoro, oltre all'indennità di trasferta, corrisponde al lavoratore anche il rimborso spese per vitto o alloggio, i limiti per l'esenzione dell'indennità scendono a 30,89 euro per le trasferte nazionali e a 51,64 euro per quelle estere.
RIMBORSO SPESE e indennità di trasferta: come funzionano?
Quando non è dovuta l'indennità di trasferta?
Quando non spetta l'indennità di trasferta? L'indennità di trasferta non spetta al lavoratore che raggiunge il luogo di lavoro abituale da casa. Ciò significa che tutte le spese di viaggio, che si tratti di biglietti o abbonamenti per i mezzi pubblici, benzina o pedaggi, sono a carico del lavoratore.
Qual è la quota esente da imposte per le trasferte?
È esente da imposte fino all'importo massimo di € 46,48 al giorno in Italia e di € 77,47 per trasferte all'estero. Per la società gli importi erogati per tale indennità sono deducibili ai fini delle imposte sui redditi. Restano rimborsabili in via analitica ed autonoma esclusivamente le spese di viaggio e trasporto.
Quanti km per essere considerata trasferta?
Il trattamento di trasferta (rimborsi spese) si applica ai dipendenti comandati a prestare la propria attività lavorativa in località diversa dalla dimora abituale e distante più di 10 Km dalla ordinaria sede di servizio.
Quanto dovrebbe essere pagata la trasferta?
Se il dipendente pernotta fuori casa: l'indennità di trasferta non deve essere inferiore al doppio della retribuzione giornaliera abituale; Se non ha luogo un pernottamento: l'indennità è di un terzo rispetto al doppio della retribuzione giornaliera.
Qual è la durata massima di una trasferta di lavoro?
La durata esatta del periodo di trasferta dipende dal tempo necessario a soddisfare queste esigenze lavorative e può essere di un solo giorno come di diverse settimane. La trasferta, infatti, non ha per legge una durata minima o massima.
Quali sono le novità per le spese di trasferta nel 2025?
192/2024 riguarda l'obbligo di tracciabilità per i pagamenti relativi alle spese di trasferta. Dal 1° gennaio 2025, i rimborsi per vitto, alloggio, viaggio e trasporto – inclusi taxi e NCC – saranno esenti da tassazione solo se effettuati tramite strumenti tracciabili, ovvero: Carte di credito, debito o prepagate.
Qual è il limite di fringe benefit per dipendente con figli a carico?
Come già anticipato tramite precedenti comunicazioni, la Legge di Bilancio ha confermato per il triennio 2025 – 2027 i limiti di esenzione, già in vigore nell'anno 2024, dei cosiddetti “fringe benefit” il cui limite rimane di 1.000 € annui che salgono a 2.000 € per i dipendenti con figli a carico.
Quanto sono tassate le trasferte?
L'indennità di trasferta fuori comune non rappresenta reddito imponibile ed è esente dall'IRPEF entro 46,48 euro giornalieri per trasferte nazionali e 77,46 euro per trasferte estere. La cifra eccedente oltre il limite verrà tassata.
Qual è il limite giornaliero per le spese di trasferta?
Le somme erogate mediante rimborso analitico a piè di lista sono deducibili per il datore di lavoro fino al limite giornaliero di: Euro 180,76 per le trasferte in Italia. Euro 258,23 per le trasferte all'estero.
Quali sono le novità per il rimborso pasto per la trasferta nel 2025?
A partire dal 2025, i rimborsi per spese come vitto, alloggio, viaggio e trasporto saranno esenti da tassazione solo se pagati tramite strumenti tracciabili, come carte di credito, bancomat, app digitali o assegni.
Come si conteggiano le trasferte?
L'indennità di trasferta viene riconosciuta come parte integrante della retribuzione ed è inserita quindi in busta paga. La cifra relativa viene determinata proprio come percentuale sulla retribuzione giornaliera stabilita a contratto o indicata nel CCNL di riferimento per la categoria di appartenenza del dipendente.
Qual è l'importo massimo dell'indennità di trasferta?
L'indennità di trasferta è esclusa dall'imponibile (fiscale e contributivo) fino all'importo di € 46,48 al giorno, elevate a € 77,47 per le trasferte all'estero.
Quali sono le tariffe per le trasferte di lavoro in Italia?
– 46,48 Euro al giorno per le trasferte fuori del territorio comunale ma effettuate in Italia; – 77,46 Euro al giorno per le trasferte all'estero. È importante sottolineare che l'importo massimo giornaliero della diaria è fisso, indipendentemente dalla durata della trasferta.
Quando un'azienda deve pagare la trasferta?
L'indennità di trasferta deve essere corrisposta per tutte le giornate di durata della missione, comprese festività, domeniche e giornate di assenza per malattia. Non è invece prevista nel caso di permessi non retribuiti e assenze ingiustificate.
Quando non viene pagata la trasferta?
Al netto delle spese di viaggio e di trasporto, non verrà applicato alcun contributo INPS o Irpef se il contributo a cui ha diritto il lavoratore è inferiore ai 46,68€ giornalieri per la trasferta in Italia e di 77,46€ per la trasferta all'estero.
Quanto si paga la trasferta a km?
Esempio di calcolo rimborso chilometrico
Il relativo costo chilometrico, indicato nella tabella ACI 2025, è pari a 0,7488. Il rimborso che dovrai versare al dipendente è quindi 37,44 € (ovvero 0,7488€ x 50 km).
Quanti km di spostamento lavoro?
L'Azienda si impegna a portarlo entro i 30 km, solo se la sua sede di lavoro è oltre la soglia di consenso prevista in relazione alla sua anzianità di servizio (vedi tabella precedente), entro 24 mesi dalla richiesta di avvicinamento.
Quanto è la trasferta di 46 euro?
Trasferte fuori dal Comune:
Indennità forfettaria: Esente da tasse fino a 46,48 euro al giorno (Italia) o 77,47 euro al giorno (estero). Oltre queste soglie, le somme sono imponibili.
Quali sono i limiti di deducibilità fiscale per i rimborsi chilometrici nel 2025?
Di conseguenza a seconda dell'importo che viene rimborsato le conseguenze fiscali saranno le seguenti: fino a 143,55€ l'importo sarà deducibile per l'azienda e non imponibile per il dipendente; da 143,55€ a 249,09€ non deducibile per l'azienda e non imponibile per il dipendente; oltre 249,09€ non deducibile per l' ...
Quanto può durare una trasferta?
La durata di una trasferta di lavoro può variare da un solo giorno a diverse settimane. La decisione di mandare uno o più dipendenti in trasferta spetta al datore di lavoro, che ha il diritto di scegliere autonomamente in base alle necessità temporanee dell'azienda.
