Chi paga il rimpatrio?

Il Comune contribuisce alle spese sostenute per il rimpatrio degli stranieri immigrati deceduti le cui famiglie versino in stato di bisogno, secondo modalità previste dai regolamenti comunali.

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Come funziona il rimpatrio dall'Italia?

I cittadini iscritti all'AIRE che rientrano definitivamente in Italia dovranno presentarsi presso il Comune Italiano dove hanno deciso di stabilirsi per dichiarare il nuovo indirizzo di residenza entro i termini previsti dal decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 1989, n. 223.

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Chi paga il rimpatrio della salma?

Solo dopo ottenuto il “nulla osta” dal Comune, l'agenzia di pompe funebri scelta dai familiari, provvederà al rimpatrio della salma. Le spese sono a carico dei familiari.

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Quanto costa un rimpatrio?

Costo medio del rimpatrio aggiornato al 2024

Per l'anno 2023 il costo medio era stato fissato in Euro 2.365,23. Il Decreto Ministeriale pubblicato il 20 settembre scorso ha aumentato per l'anno 2024 l'importo del costo medio alla somma di Euro 2.864,77.

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Quanto costa il rimpatrio di una salma?

Diversi sono i costi quando si tratta di rimpatrio salma dall'estero in Italia. Le tariffe dipendono chiaramente dalla burocrazia del paese straniero e dai prezzi delle agenzie funebri che mediamente si aggirano sui 3.500 euro ma possono raggiungere anche i 18.000 euro.

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RIMPATRIO PER CHI FA RICORSO

Quali sono i paesi sicuri per il rimpatrio?

L'Italia, ad esempio, ha un elenco di 19 Paesi ritenuti sicuri, dai quali è possibile rimpatriare i migranti: Albania, Algeria, Bangladesh, Bosnia-Erzegovina, Capo Verde, Costa d'Avorio, Egitto, Gambia, Georgia, Ghana, Kosovo, Macedonia del Nord, Marocco, Montenegro, Perù, Senegal, Serbia, Sri Lanka e Tunisia.

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Che cos'è il contributo rimpatrio?

Oggetto dei contributi

- di € 3.000,00 per i nuclei familiari di cinque o più componenti. Il contributo è aumentato di € 1.000,00 qualora il richiedente sia privo di reddito nei primi sei mesi dopo il rimpatrio, ovvero si trovi in particolari situazioni di necessità.

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Cosa succede quando una persona muore all'estero?

In caso di decesso all'estero di una persona cara di nazionalità italiana, è necessario trascrivere il decesso in Italia. A tal fine, i documenti da presentare sono: Certificato di morte, rilasciato dall'Ufficio di Stato Civile competente. L'atto deve essere originale e, ove previsto, tradotto e legalizzato.

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Che documenti servono per il rimpatrio?

Come fare. Il cittadino deve recarsi nel Comune dove intende rimpatriare e sottoscrivere il modello APR/4 ISTAT, con un documento valido (passaporto - o carta d'identità) da cui risulti che è cittadino italiano.

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Quanto dura il rimpatrio?

La durata massima è di 180 giorni indennizzabili comprese le domeniche e gli altri giorni festivi. Nel caso di rimpatrio di cui al punto 1) modello U1 rilasciato dall'istituzione competente.

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Chi si occupa dei rimpatri?

L'art. 5, comma 3, istituisce il Fondo nazionale rimpatri, presso il Ministero dell'interno che lo gestisce, destinato a finanziare i rimpatri degli stranieri non regolarmente soggiornanti sul territorio dello Stato.

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Come funziona il rimpatrio?

Con il rimpatrio volontario, il migrante lascia l'Italia e fa ritorno al proprio Paese con mezzi propri, oppure usufruisce di fondi speciali e dell'assistenza offerta dal programma di “Rimpatrio volontario assistito e reintegrazione” (Rva&r).

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Cosa fare quando si rimpatria in Italia?

I cittadini iscritti AIRE che rientrano definitivamente in Italia dovranno presentarsi presso il Comune dove hanno deciso di stabilirsi per dichiarare il nuovo indirizzo di residenza. Nella stessa data il Comune provvederà alla cancellazione dall'AIRE con contestuale iscrizione in APR (Anagrafe Popolazione Residente).

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Qual è l'importo della disoccupazione di rimpatrio?

La prestazione ha una durata massima di 180 giorni e l'importo è pari al 30% della retribuzione mensile convenzionale fissata annualmente con decreto ministeriale.

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Quando avviene il rimpatrio?

Se un altro Stato membro riprende un cittadino di un paese terzo il cui soggiorno è irregolare in virtù di un accordo bilaterale, quello Stato è responsabile di emettere la decisione di rimpatrio.

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Come fare domanda di rimpatrio?

La domanda deve essere presentata online all'INPS attraverso il servizio dedicato, in alternativa si può fare la domanda tramite il contact center o agli enti di patronato e intermediari dell'Istituto attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi.

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Cosa vuol dire rimpatrio volontario?

Il Rimpatrio Volontario Assistito offre ai migranti che non vogliono o non possono più rimanere in Italia la possibilità di tornare nel proprio Paese di origine e di essere supportati nel percorso di reintegrazione.

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Quanto costa il trasporto di una bara?

Trasferire una bara da una città a un'altra può costare tra i 300 e i 1.000 euro, mentre un trasporto oltre confine può arrivare fino a 3.500 euro o più, a seconda della destinazione. Il tipo di trasporto scelto – terrestre, aereo o marittimo – incide ulteriormente sul prezzo finale.

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Qual è il paese europeo più sicuro al mondo?

Islanda. L'Islanda è al primo posto tra i paesi più sicuri del mondo ed è un primato che mantiene ininterrottamente dal 2008. L'Islanda vanta livelli bassissimi di spesa militare internazionale ed il rapporto tra le detenzioni rispetto alla popolazione è addirittura di 33 ogni 100.000 persone, il più basso d'Europa.

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Quali sono i 19 paesi sicuri per l'Italia?

L'attuale elenco di Paesi di origine sicuri per l'Italia comprende adesso 22 Stati: Albania, Algeria, Bangladesh, Bosnia-Erzegovina, Camerun, Capo Verde, Colombia, Costa d'Avorio, Egitto, Gambia, Georgia, Ghana, Kosovo, Macedonia del Nord, Marocco, Montenegro, Nigeria, Peru', Senegal, Serbia, Sri Lanka e Tunisia.

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Che documenti servono per il rimpatrio in Italia?

Cosa serve

Avere la dimora abituale. Documento d'identità/riconoscimento in corso di validità Dichiarazione di un componente maggiorenne su apposito modulo, sottoscritta da tutti gli altri componenti o con procura allegata.

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